Sono stata, anche se per un breve soggiorno, in visita a Merano. Sì, la ridente città metà italiana e metà tedesca nella quale chi ci vive o vi soggiorna può godere di un clima temperato, e di notti fresche, piacevolmente illuminate e accompagnate dalla musica lungo la passeggiata del Kursaal. Clima, questo di Merano, che da sempre ha dato profumi ai vini locali: l’ uva, inoltre, col suo succo é alle origini anche del successo di questa città come centro turistico-termale.

Il successo del turismo a Merano é dovuto, però, non al caso! Ma ad una sapiente e strategica valorizzazione delle risorse locali e all’ integrazione tra produttori locali, associazioni turistiche e marketing turistico e urbanistico intelligente , tutti impegnati a ogni livello: dalle Terme, alle Settimane Musicali Meranesi, al Weinfestival, al Meran Flora, fino al Visual in banca e in posta con la presenza di salottini con PC per piccoli e adulti, per giocare o per collegarsi in rete, a disposizione di chi ‘attende’ il proprio turno allo sportello…

Non solo, che dire della cura estrema del verde: ogni pianta, fiore, albero lungo le passeggiate porta un cartellino appeso che ne ‘comunica’ la tipicità!
Per non parlare poi della pulizia e dell’ ordine della città: provate a gettare un mozzicone di sigaretta per terra!

Insomma sono tutti impegnati per offrire non solo un’ immagine, ma proprio un’ esperienza ai turisti e alle persone del luogo.

Da un’ intervista con Klemens Kaserer, presidente della società Merano Marketing, riportata nel MerVin (periodico del vino distribuito dalle Apt e dalle Kellerei, le cantine), chiaramente si svela il segreto di tanta felice realtà e successo.

All’ origine erano le risorse locali: il clima temperato; poi sono arrivati l’ uva e il suo succo, il vino;
poi si sono scoperte altre risorse naturali locali e si é pensato bene di valorizzarle facendo nascere le Terme che, unendosi al vino nel 19° secolo accoglievano ospiti provenienti da tutto l’impero austro-ungarico per ‘celebrare la cura dell’uva’, dando vita al turismo termale.

“Un legame quello tra vino e turismo presente da sempre”, racconta il presidente Kaserer,” e su cui bisogna continuare a puntare con l’obiettivo che nelle zona di Merano il vino si ‘senta’, se ne percepisca la presenza“.

Nello stesso modo in cui la spirale del suono , la ‘Klangspirale’, sulla passeggiata del Kursaal ricorda ai passanti le Settimane Musicali Meranesi.

“Anche per il vino“, continua Kaserer, “occorrerebbe un richiamo visivo, un’ insegna o un’ installazione che comunichi in chi la vede l’idea del vino“.

Insomma, comunicazione efficace attraverso il coinvolgimento dei sensi ed economia dell’ esperienza!

Per l’ospite é subito chiaro che Merano è una città del vino dove anche i produttori di vino e di altri prodotti tipici contribuiscono all’offerta turistica organizzandosi assieme e offrendo un’ ospitalità di qualità, gusto e tradizione, attraverso degustazioni, visite alle cantine e ai vigneti, esponendo nei mercatini, aprendo i loro ‘masi chiusi’ ai visitatori!

Prossimo obiettivo, ci informa il presidente della società Merano Marketing, è quello di svecchiare anche il modo di comunicare il vino più diffuso nel meranese, la Schiava, da sempre presentato semplicemente come vino economico: ora si cambia, gli verranno restituiti dignità e il posto che si merita presentandolo come il vino meranese per eccellenza più importante!

Come?
Ancora una volta attraverso una stretta collaborazione tra produttori, gastronomia e visual merchandising!

Abbiamo un esempio concreto.
Impariamo, dunque, l’ arte senza metterla, questa volta, da parte!

Annunci

Dove si applicano i criteri del visual merchandising?
Anche alle strutture ricettive, anche al turismo latamente inteso?

Con queste domande alcuni anni fa ci siamo addentrati nel marketing multisensoriale, per tentare di capire cosa c’è di vero e cosa invece è fasullo nel mondo del turismo.

Ci siamo accorti man mano che parlare di concetti astratti e generici è molto più semplice che definire in concreto oggetti fisici, obiettivi economici e organizzazione quotidiana del lavoro.

Oggi siamo occupati per esempio nella progettazione di un concept bar per un agriturismo immerso nel verde, e ci stiamo confrontando con un problema non da poco: la tecnologia che è ormai ubiqua e necessaria tende a diventare imperante e a fagocitare il resto. Così abbiamo optato per una filosofia sobria e soft.

Bar e visual

Ci siamo imposti di rendere la tecnologia trasparente, leggera e poco visibile, in modo da far emergere il resto, quello che a noi interessa: la funzione.
Il bar serve a fare qualcosa… e deve essere idoneo a svolgere tale funzione. Molto spesso invece il design tende a imporsi sulla funzione stessa.

Abbiamo cercato di raggiungere un buon compromesso alla luce della nostra stella polare: il visual merchandising.
Abbiamo cercato di nascondere il bar come struttura per fare emergere il bar come prodotti, come scelta, come esperienza da offrire agli ospiti.
Nessun cedimento ai gingilli illuminotecnici, solo qualche accorgimento per migliorare l’esperienza della scelta e della consumazione.
Nessuna concessione nemmeno al design “cool and chic” oggi tanto di moda.

E così abbiamo creato il nostro primo bar dell’esperienza.

Ovviamente tutte le scelte sono frutto di compromesso, per cui abbiamo dovuto rinunciare a un maggior impatto visual per motivi tecnici o tecnologici, abbiamo dovuto rinunciare ad alcune migliorie funzionali quando abbiamo ritenuto essere prioritari i valori del visual, abbiamo imposto la tecnologia dove l’importanza della funzione e del visual erano inferiori.

Ora ci chiediamo: come verrà accolto il nostro punto vendita dai suoi fruitori?
Tra poco lo sapremo.

Degustazioni guidate nelle Caffetterie Museali

Sei gli appuntamenti tra Palazzo Ducale, Museo Correr e Ca’ Rezzonico dal 12 aprile 2007 al 31 maggio 2007, che, dopo il successo della scorsa primavera, riprendono il tema dell´Arte del Vino, viaggio enologico condotto
quest´anno da Alessandro Alì e Daniele Meledandri.

Anche nel 2007 i Musei Civici Veneziani, i Caffè dell´Arte e il Gruppo Santa Margherita continuano a lavorare insieme…e la nuova edizione si concentrerà sulla degustazione pura di vini di grande qualità!

Verranno messe a confronto tra loro etichette d´eccellenza, congiuntamente alla degustazione, analizzata nelle tre fasi visiva, olfattiva e gustativa, saranno affrontati e proposti temi indispensabili alla conoscenza di un grande vino…

Verranno proposti perfetti abbinamenti gastronomici che concorrono ad esaltare le caratteristiche organolettiche: cibo e vino debbono essere l´uno al servizio dell´altro!

Il costo è davvero irrisorio: € 10,00 a persona, mentre gli appuntamenti vanno prenotati al al n. +39 041 5209070 o presso la biglietteria del Museo Correr.

Qualche appuntamento:

APRILE
Giovedì 12, ore 18.00 – Palazzo Ducale

Alto Adige
3.000 anni di tradizione ed eleganza
Metodo Classico Tradizionale Kettmeir, Gewuerztraminer Kettmeir, Pinot Nero Maso Reiner Kettmeir

Giovedì 19, ore 18.00 – Palazzo Ducale
Veneto ‘Di là dal fiume e tra gli alberi…’

Versato Santa Margherita, Malbech Veneto Orientale Santa Margherita, Refosco Veneto Orientale Santa Margherita

MAGGIO
Giovedì 3, ore 18.00 – Museo Correr

Toscana/Chianti Classico
Galestro, Alberese & Sangiovese
Chianti Classico Lamole di Lamole, Chianti Classico Riserva Lamole di Lamole, Chianti Classico Riserva Vigneto di Campolungo

Non dimentichiamo l’ importanza del coinvolgimento dei 5 sensi! E il VINO è PASSIONE!

GAIO VALERIO CATULLO (Verona, 84? – 54? a.C.)
da “Poesie”

Ragazzo, se versi un vino vecchio
riempine i calici del più amaro,
come vuole Postumia, la nostra regina
ubriaca più di un acino ubriaco.
E l’acqua se ne vada dove le pare
a rovinare il vino, lontano,
fra gli astemi: questo è vino puro.

Fonte: Musei Civici Veneziani (www.museiciviciveneziani.it)