Dove si applicano i criteri del visual merchandising?
Anche alle strutture ricettive, anche al turismo latamente inteso?

Con queste domande alcuni anni fa ci siamo addentrati nel marketing multisensoriale, per tentare di capire cosa c’è di vero e cosa invece è fasullo nel mondo del turismo.

Ci siamo accorti man mano che parlare di concetti astratti e generici è molto più semplice che definire in concreto oggetti fisici, obiettivi economici e organizzazione quotidiana del lavoro.

Oggi siamo occupati per esempio nella progettazione di un concept bar per un agriturismo immerso nel verde, e ci stiamo confrontando con un problema non da poco: la tecnologia che è ormai ubiqua e necessaria tende a diventare imperante e a fagocitare il resto. Così abbiamo optato per una filosofia sobria e soft.

Bar e visual

Ci siamo imposti di rendere la tecnologia trasparente, leggera e poco visibile, in modo da far emergere il resto, quello che a noi interessa: la funzione.
Il bar serve a fare qualcosa… e deve essere idoneo a svolgere tale funzione. Molto spesso invece il design tende a imporsi sulla funzione stessa.

Abbiamo cercato di raggiungere un buon compromesso alla luce della nostra stella polare: il visual merchandising.
Abbiamo cercato di nascondere il bar come struttura per fare emergere il bar come prodotti, come scelta, come esperienza da offrire agli ospiti.
Nessun cedimento ai gingilli illuminotecnici, solo qualche accorgimento per migliorare l’esperienza della scelta e della consumazione.
Nessuna concessione nemmeno al design “cool and chic” oggi tanto di moda.

E così abbiamo creato il nostro primo bar dell’esperienza.

Ovviamente tutte le scelte sono frutto di compromesso, per cui abbiamo dovuto rinunciare a un maggior impatto visual per motivi tecnici o tecnologici, abbiamo dovuto rinunciare ad alcune migliorie funzionali quando abbiamo ritenuto essere prioritari i valori del visual, abbiamo imposto la tecnologia dove l’importanza della funzione e del visual erano inferiori.

Ora ci chiediamo: come verrà accolto il nostro punto vendita dai suoi fruitori?
Tra poco lo sapremo.

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C’è chi ci sta provando seriamente ad applicare questa disciplina, che è poi un insieme di tecniche in parte scientifiche e in parte derivanti da anni di esperienza, e consistono nello studio minuzioso del comportamento del consumatore/viaggiatore, per comprendere a fondo i meccanismi del suo atteggiamento d’acquisto, le sue interazioni con lo spazio, gli oggetti e le persone che lo circondano. Tutto questo per noi, professionisti del turismo, è poi l’esperienza del soggiorno, della vacanza, del viaggio…

C’è chi sta cercando risposte concrete per migliorare davvero l’accoglienza in Italia, c’è a chi interessa sapere cosa succede al nostro ospite se proviamo a mettergli davanti al naso una certa immagine, che so, un mega poster con una famiglia felice in mezzo alla natura, oppure sapere come poter incrementare le vendite dei propri prodotti allestendo una mini vetrina nella sua camera da letto, o ancora se riesce a proporgli dei servizi e prodotti nuovi o diversi quando si avvicina alla reception per fare il check-in…

Ci stiamo concentrando su alcuni concetti, tratti dalla nostra esperienza nel mondo dell’ accoglienza turistica, e stiamo cercando di declinarli nella esperienza quotidiana, in modo che diventino uno strumento di lavoro utile e pratico per tutti gli operatori professionali…

Diventiamo noi stessi le prime cavie sulle quali sperimentare gli ‘effetti’ di quella che abbiamo chiamato ‘accoglienza turistica‘, e stiamo scoprendo cose interessantissime che non pensavamo nemmeno potessero esistere.

Un vero laboratorio di idee.
Una officina per progetti innovativi che ci arricchiscono e creano nuove opportunità per noi e per tutti coloro con i quali collaboriamo.

Oggi il concetto di accoglienza deve potersi allargare fino ad investire il concetto di relazione di fiducia e qualità con i nostri ospiti, per far questo deve poter dare risposte efficaci ai suoi bisogni, comunicare attraverso comportamenti trasmessi in forma non più solo verbale, ma coinvolgendo tutti i cinque sensi, attraverso immagini, suoni, colori, sapori, allo scopo di creare i presupposti aper migliorare la nostra accoglienza trovando il suo pieno consenso.

Il Visual Merchandising, per esempio, applicato nel retailing di beni e prodotti materiali, ma anche nel ‘retail di esperienze ed emozioni’ (come intendiamo noi il prodotto travel, almeno!), studia i comportamenti del target cliente di riferimento per capire meglio il modo di interagire con il microcosmo che lo circonda e, possibilmente, migliorarne l’esperienza.

E l’acquisto di un prodotto vacanza deve essere nel nostro settore vivere un’ esperienza.

Il Visual Merchandising, che si occupa principalmente di comunicazione, emozione e immagine, se applicato all’accoglienza nel turismo, deve poter servire a creare il ricordo dell’esperienza e di chi l’ha erogata, dell’ azienda o struttura turistica, quindi, e a rafforzare di conseguenza la relazione instaurata tramite tale accoglienza!

Questo perchè il Visual Merchandising, quando applicato all’ accoglienza turistica, colpisce ed esalta proprio le idealizzazioni dell’ ospite, le sue aspettative anche implicite: nella vacanza, possono essere il ricreare in ogni spazio l’idea stessa di relax e benessere attraverso un colore, un profumo che evochi freschezza o che sappia di antico, una musica che riporti all’idea di libertà, in una dimensione senza tempo quasi ideale, che è poi la caratteristica fondante eil canone del concetto di ‘vacanza’…

Insomma, il VM applicato all’ accoglienza ha lo scopo di soddisfare meglio le aspettative concrete dell’ospite, di anticipare quelle implicite e potenziali, e di stimolare la nascita di bisogni futuri

Dynamicamente
Un sito e un team focalizzato: Visual merchandising, marketing multisensoriale, marchi e branding.
Questo è Dynamicamente, la nostra iniziativa che trovate ora anche su web, un sito pensato per i nostri clienti, necessario per fare capire che anche in Italia ci sono operatori specializzati in un settore complesso ma di enorme interesse, che abbraccia non solo il retail propriamente detto, ma qualunque attività dove ci sia contatto con il cliente.

Noi facciamo anche, e soprattutto, visual e branding in settori diversi dalla moda e dal fashion: turismo, ristorazione, uffici, wellness.
Se volete potete inviare richieste al team che si occupa di queste problematiche.

Italia.it - logo rivisto

… ma se queste sono le premesse, non penso proprio ce la possa fare.
Partiamo dal logo.
Perchè un nuovo logo? E perchè questo iTalia? Quanto è costato? Chi lo ha pensato?

Poi il portale web.
Questo portale nasce vecchio:
– nessuna tecnologia attuale è stata implementata (skype, blog, video on the web …)
– nessuna accortezza a livello di interfaccia
– nessuna innovazione comunicativa
– nessun concetto di visual applicato al layout (a parte le slide iniziali sulle quali è meglio non interloquire).

Tra breve la nostra visione su questi due temi.
Keep reading!

Buzzati e il Pulp. Viaggio fra fumetto e fotografia.
Per ulteriori informazioni visitate:http://www.flashfumetto.it/eventi
Dino Buzzati (1906-1972), sì, lo scrittore di ‘Un amore’, nel 1967 affermava, infatti: “Io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa e le mie pitture quindi non le ´può´ prendere sul serio. La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie”.
La mostra “Buzzati racconta. Storie disegnate e dipinte”, curata da Maria Teresa Ferrara e allestita alla Rotonda della Besana fino al 28 gennaio 2007, propone un viaggio insolito nel percorso artistico dello scrittore-pittore.

il mio articolo

23 novembre 2006

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