Quantità o qualità nel turismo?

18 gennaio 2007

L’uno e l’altro. Ma, purtroppo, si parla sempre di numeri e statistiche anche nel settore bello ed attraente del turismo, sia per chi ci lavora o vorrebbe lavorarci, sia per chi ne fruisce o ne fruirà da qui a dieci, dodici anni…
Credo che, aldilà delle stime numeriche, che non guastano perchè ci danno ‘una parte della misura del tutto’, ci sia davvero ancora tanto bisogno di soffermarsi più sulla possibilità di migliorarsi nella ‘qualità’ piuttosto che ancora e sempre nella ‘quantità’, nelle stime numeriche…
Il turismo in Italia necessita di essere innovato nella tradizione…Certo, anche.
Necessita di piani strategici per ‘destagionalizzarci’. Soprattutto!
Secondo l’UE il turismo sarà il comparto con più possibilità di lavoro: da oggi al 2010 creerà nella UE tra i 2,2 e i 3,3 milioni di posti di lavoro, in aggiunta ai 9 attuali, con una crescita annuale dell’1- 1,5%…
Bene, ma che tipo di posti di lavoro?
Nuove professioni e competenze da approfondire? Quali, allora, le scuole o i corsi professionalizzanti davvero di qualità che non costino un occhio della testa, ma che garantiscano una certa crescita?
Soprattutto, nuovi posti di lavoro, ma con che contratti?
E perchè, nonostante tutte le competenze, l’elasticità, la disponibilità al sorriso e alla cortesia, a lavorare nei giorni festivi, oltre le ore previste… perchè, insomma gli stipendi previsti dal CCNL del turismo, sono sempre tra i meno gratificanti ed incentivanti????
Quanti e quali i vincoli ancora per i giovani imprenditori?

…………….

3 Responses to “Quantità o qualità nel turismo?”

  1. silviababbo Says:

    Ci sono ancora molte cose che vanno salvate, valorizzate, come le culture locali, l’indotto, l’arte e l’ambiente soprattutto, altre, certo, che andrebbero gettate via, come una certa mentalità (gelosa e limitante) ferma ancora a guardare il ‘proprio piccolo orticello’, sbarrando il cancelletto per non far entrare e guardare il ‘vicino’ impiccione…
    Ma forse il mio orto, più il tuo giardino, più l’orto dell’altro vicino, se collaboriamo, possono diventare una fonte più grande di benessere per tutti e…più appetibile, certo che sì!!!

  2. Enrico Says:

    “Rispetto per il viaggiatore” mi sembra una buona chiave di volta, e dovrebbe ispirare una nuova deontologia professionale nel settore, che oggi pirtroppo in Italia manca…

  3. umberto Says:

    Ma la chiave di lettura sulla cooperazione sembra sia una soluzione, il problema e’ dare riscontri oggettivi in termini numerici che la cooperazione funziona!
    Una possibile cooperazione vista in un altro settore e’ stata la costituzione di societa’ di servizi per le aziende associate dove gli operatori riscontravano una riduzione dei costi dei servizi che avrebbero dovuto assorbire singolarmente. Il problema di fondo in questo caso e’ determinare in modo preciso i servizi realmente necessari….


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