Buzzati e il Pulp. Viaggio fra fumetto e fotografia.
Per ulteriori informazioni visitate:http://www.flashfumetto.it/eventi
Dino Buzzati (1906-1972), sì, lo scrittore di ‘Un amore’, nel 1967 affermava, infatti: “Io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa e le mie pitture quindi non le ´può´ prendere sul serio. La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie”.
La mostra “Buzzati racconta. Storie disegnate e dipinte”, curata da Maria Teresa Ferrara e allestita alla Rotonda della Besana fino al 28 gennaio 2007, propone un viaggio insolito nel percorso artistico dello scrittore-pittore.

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Carota, uovo o caffè?

24 gennaio 2007

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili.
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta.
Era stanca di lottare.
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.
Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.
Quando l’acqua delle tre pentole iniziò a bollire, in una collocò carote, in un’altra collocò uova e nell’ultima chicchi di caffè.
Lasciò bollire l’acqua senza dire una parola.

La figlia aspettò impazientemente,
domandandosi cosa stesse facendo il padre.
Dopo venti minuti, il padre spense il fuoco.

Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella.
Poi tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, versò il caffè e lo mise in un terzo recipiente.
Guardando sua figlia le disse:
“Cara figlia mia, carote, uova o caffè?”
Poi la fece avvicinare e le chiese di toccare le carote, ella lo fece e notò che erano soffici.
Poi le chiese di prendere un uovo e di romperlo e mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò che l’uovo era diventato sodo.
Infine le chiese che provasse il caffè, ella sorrise, mentre godeva del suo ricco aroma.
Umilmente la figlia domandò: “Cosa significa questo, papà?”
Le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, l’acqua bollente, ma avevano reagito in maniera differente.
La carota si era immersa nell’acqua che era forte, dura, superba, ma quando l’acqua iniziò a bollire era diventata debole, poco consistente, facile da disfare.
L’uovo invece, si era immerso nell’acqua che era fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma in seguito per mezzo dell’acqua bollente, il suo interno si era indurito.
Invece, i chicchi di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l’acqua.
“Quale dei tre, sei, figlia mia? le disse il papà.
“Quando l’avversità suona alla tua porta, come rispondi?
Sei una carota che sembra forte ma quando l’avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?
Oppure sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, una delusione, diventa duro e rigido? Oppure, sei come un chicco di caffè? Il caffè cambia l’acqua, l’elemento che gli causa dolore.
Quando l’acqua arriva al punto di ebollizione, il caffè raggiunge il suo migliore sapore.
Se sei come il chicco di caffè, quando le cose si mettono al peggio, saprai reagire in forma positiva, senza lasciarti vincere, e farai in modo che le cose che ti succedono migliorino, perchè esista sempre una luce che illumina la tua strada davanti alle avversità.
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e positività il “dolce aroma del caffè”.

Ok Italia?

18 gennaio 2007

L’anno 2006 è stato per l’Italia un boom per quanto riguarda il turismo tedesco – austriaco, soprattutto nel mese di agosto! Non mi era mai capitato di parlare tanto tedesco ad agosto, mentre l’italiano medio lo si vedeva più frequentemente nella media-bassa stagione. Dieci anni fa piangevamo la fame, perchè il tedesco non era più interessato alla nostra “cara” Italia. Preferiva mete più convenienti: Spagna, Slovenia, Kroazia ecc.

Ma… a volte ritornano!

La scorsa stagione, l’albergatore di piccoli e grandi Hotels, il piccolo imprenditore dei Chioschi in spiaggia, i proprietari di negozi e bar e, non per ultimi i nostri amatissimi “vù cumprà” si sono letteralmente “strofinati le mani”! Arrivarono ad ondate i turisti, ed io vedevo già il segno dell’Euro negli occhi dei personaggi sopraccitati, che saltava su e giù come in una slot machine.

Ma si, approfittiamoci, alziamo i prezzi alle stelle (come già successo) e trattiamoli come se tutto fosse dovuto. Vedrete che la prossima stagione saranno la Spagna, la Slovenia, la Kroazia ecc. a “strofinarsi le mani”…

L’Italia deve iniziare ad apprezzare questi turisti che ci danno da mangiare e ci pagano il viaggio al caldo durante l’inverno. Non approfittiamo di loro, non siamo ignoranti ed egoisti.

Avremmo molte più soddisfazioni dentro al nostro cuore e… dentro al nostro portafoglio.

Turismo e sinergia

18 gennaio 2007

Lavorare nel turismo oggi, domani, fare accoglienza ed ospitalità nel senso più ampio del termine, credo necessiti e significhi principalmente l’ abbracciare una più ampia ‘visione’ dei rapporti, del mondo, del lavoro…Superare i limiti imposti da una mentalità tradizionalista, possessiva, volta a pensare solo al proprio tornaconto personale, a custodire gelosamente il ‘proprio’ …Oltre la ‘propria proprietà in proprio’, oltre la ‘stagionalità’ del guadagno e dei rapporti immediati e momentanei e brevi, brevissimi, interessanti quanto interessati, nel mondo del turismo vi sono ‘qualità’ ancora da scoprire, altre scoperte da un pò ma ancora poco applicate o applicabili, fenomeni teorici da mettere finalmente in pratica!
Insomma, ‘fare rete’, integrarci, collaborare seriamente attraverso piani strategici attuabili, questo dobbiamo fare, perchè nel turismo, metafora della vita, nessuno può nulla senza l’altro e la forza vera è sempre data dall’unione di forze più piccole messe assieme e coordinate in un sistema sinergico…
Si tratta di riuscire a guardare di più all’ altro da me, cercando di capire che forse vuole quello che voglio io…
Il guadagno dovrebbe sempre poter essere ‘reciproco’ e all’insegna del ‘rispetto’ e della ‘fedeltà’: dell’ospite verso di noi nostri verso l’ospite, tra gli operatori del settore, verso le culture, l’ambiente e l’arte, e, non ultimo, nostri verso noi stessi…

L’uno e l’altro. Ma, purtroppo, si parla sempre di numeri e statistiche anche nel settore bello ed attraente del turismo, sia per chi ci lavora o vorrebbe lavorarci, sia per chi ne fruisce o ne fruirà da qui a dieci, dodici anni…
Credo che, aldilà delle stime numeriche, che non guastano perchè ci danno ‘una parte della misura del tutto’, ci sia davvero ancora tanto bisogno di soffermarsi più sulla possibilità di migliorarsi nella ‘qualità’ piuttosto che ancora e sempre nella ‘quantità’, nelle stime numeriche…
Il turismo in Italia necessita di essere innovato nella tradizione…Certo, anche.
Necessita di piani strategici per ‘destagionalizzarci’. Soprattutto!
Secondo l’UE il turismo sarà il comparto con più possibilità di lavoro: da oggi al 2010 creerà nella UE tra i 2,2 e i 3,3 milioni di posti di lavoro, in aggiunta ai 9 attuali, con una crescita annuale dell’1- 1,5%…
Bene, ma che tipo di posti di lavoro?
Nuove professioni e competenze da approfondire? Quali, allora, le scuole o i corsi professionalizzanti davvero di qualità che non costino un occhio della testa, ma che garantiscano una certa crescita?
Soprattutto, nuovi posti di lavoro, ma con che contratti?
E perchè, nonostante tutte le competenze, l’elasticità, la disponibilità al sorriso e alla cortesia, a lavorare nei giorni festivi, oltre le ore previste… perchè, insomma gli stipendi previsti dal CCNL del turismo, sono sempre tra i meno gratificanti ed incentivanti????
Quanti e quali i vincoli ancora per i giovani imprenditori?

…………….

Da http://www.exibart.comviani-le-vedove-del-mare.jpgMiserabili, diseredati, prostitute. Questi sono i soggetti prediletti, soprattutto nel periodo parigino: protagonisti desolati, figure allampanate di una magrezza estrema che sembra aver scavato nella carne oltre che nelle anime rassegnate.
viani.jpgViani affronta poi il tema della guerra, e negli anni successivi torna a rappresentare marine e scene di vita quotidiana. Tuttavia i ritratti rimangono forse le opere più magnetiche e affascinanti della mostra, che nel complesso non sembra riuscire a tenere il passo con il viscerale e impetuoso espressionismo dell’artista.
Un percorso artistico complesso e multiforme quello di Lorenzo Viani (Viareggio 1882 – Roma 1936), pittore, scrittore, xilografo e giornalista, fondamentale esponente dell’Espressionismo in Italia. La mostra allestita presso la Mole Vanvitelliana di Ancona nel settantesimo anniversario dalla morte dell’artista viareggino, tenta di ricostruirne la parabola creativa.

fonte: http://www.thedailybit.net/
Autore: Antonio Lodesani

Quando si deve cercare qualcosa sul web ovviamente si utilizza un motore di ricerca, e quale è quello più utilizzato?
La risposta è semplice ed anche ai meno esperti viene in mente una sola parola: Google.

Nel corso degli anni, sono stati vari i tentativi di detronizzare Google, basti pensare a MSN Search di Microsoft o allo serach engine di Yahoo! che seppur nati precedentemente, non sono mai più riusciti a recuperare il gap che Google gli ha inflitto, nonostante le recenti revisioni.
Tuttavia dovrebbe vedere la luce a breve un nuovo motore di ricerca e chi sa che non riesca a ritagliarsi una buona fetta di mercato nel mondo delle ricerche online…