Sabato 10 ottobre, presso la sala grande del Consorzio di Bonifica del Basso Piave (Piazza Indipendenza, S. Donà), dalle ore 16.30 alle ore 17.30 si terrà un convegno sul tema:

‘LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO SANDONATESE TRA GRANDE BONIFICA, PRODUZIONI LOCALI E FRUIZIONE TURISTICA’

Agriturist, la più antica associazione degli imprenditori agrituristici italiani fondata nel 1965, si è incontrata nei giorni scorsi a Reggio Calabria in occasione del Forum nazionale annuale. Come sempre tanti gli argomenti di confronto e discussione, ma quest’anno l’accento è stato posto in particolare sul ruolo dell’agriturismo nel promuovere la tutela del paesaggio rurale e del territorio agricolo dalla cementificazione e dalla distruzione in senso lato. L’agriturismo, come luogo d’incontro con la realtà rurale, con la natura ed il paesaggio, ed infine con i prodotti alimentari tipici, dà la possibilità al cittadino di percepire i valori insiti nel proprio territorio e lo educa al rispetto ed alla tutela. Ciò si fonde con l’esigenza sempre più sentita dalla nostra società di reperire e valorizzare alimenti sani, controllati e di origine certa: anche in questo l’agriturismo gioca un ruolo fondamentale perchè permette di vedere da vicino “come” e “dove” il cibo che mangiamo viene prodotto. Una necessità impellente in un mondo globalizzato per recuperare un piccolo pezzo dell’identità culturale e alimentare italiana!

Sono stata, anche se per un breve soggiorno, in visita a Merano. Sì, la ridente città metà italiana e metà tedesca nella quale chi ci vive o vi soggiorna può godere di un clima temperato, e di notti fresche, piacevolmente illuminate e accompagnate dalla musica lungo la passeggiata del Kursaal. Clima, questo di Merano, che da sempre ha dato profumi ai vini locali: l’ uva, inoltre, col suo succo é alle origini anche del successo di questa città come centro turistico-termale.

Il successo del turismo a Merano é dovuto, però, non al caso! Ma ad una sapiente e strategica valorizzazione delle risorse locali e all’ integrazione tra produttori locali, associazioni turistiche e marketing turistico e urbanistico intelligente , tutti impegnati a ogni livello: dalle Terme, alle Settimane Musicali Meranesi, al Weinfestival, al Meran Flora, fino al Visual in banca e in posta con la presenza di salottini con PC per piccoli e adulti, per giocare o per collegarsi in rete, a disposizione di chi ‘attende’ il proprio turno allo sportello…

Non solo, che dire della cura estrema del verde: ogni pianta, fiore, albero lungo le passeggiate porta un cartellino appeso che ne ‘comunica’ la tipicità!
Per non parlare poi della pulizia e dell’ ordine della città: provate a gettare un mozzicone di sigaretta per terra!

Insomma sono tutti impegnati per offrire non solo un’ immagine, ma proprio un’ esperienza ai turisti e alle persone del luogo.

Da un’ intervista con Klemens Kaserer, presidente della società Merano Marketing, riportata nel MerVin (periodico del vino distribuito dalle Apt e dalle Kellerei, le cantine), chiaramente si svela il segreto di tanta felice realtà e successo.

All’ origine erano le risorse locali: il clima temperato; poi sono arrivati l’ uva e il suo succo, il vino;
poi si sono scoperte altre risorse naturali locali e si é pensato bene di valorizzarle facendo nascere le Terme che, unendosi al vino nel 19° secolo accoglievano ospiti provenienti da tutto l’impero austro-ungarico per ‘celebrare la cura dell’uva’, dando vita al turismo termale.

“Un legame quello tra vino e turismo presente da sempre”, racconta il presidente Kaserer,” e su cui bisogna continuare a puntare con l’obiettivo che nelle zona di Merano il vino si ‘senta’, se ne percepisca la presenza“.

Nello stesso modo in cui la spirale del suono , la ‘Klangspirale’, sulla passeggiata del Kursaal ricorda ai passanti le Settimane Musicali Meranesi.

“Anche per il vino“, continua Kaserer, “occorrerebbe un richiamo visivo, un’ insegna o un’ installazione che comunichi in chi la vede l’idea del vino“.

Insomma, comunicazione efficace attraverso il coinvolgimento dei sensi ed economia dell’ esperienza!

Per l’ospite é subito chiaro che Merano è una città del vino dove anche i produttori di vino e di altri prodotti tipici contribuiscono all’offerta turistica organizzandosi assieme e offrendo un’ ospitalità di qualità, gusto e tradizione, attraverso degustazioni, visite alle cantine e ai vigneti, esponendo nei mercatini, aprendo i loro ‘masi chiusi’ ai visitatori!

Prossimo obiettivo, ci informa il presidente della società Merano Marketing, è quello di svecchiare anche il modo di comunicare il vino più diffuso nel meranese, la Schiava, da sempre presentato semplicemente come vino economico: ora si cambia, gli verranno restituiti dignità e il posto che si merita presentandolo come il vino meranese per eccellenza più importante!

Come?
Ancora una volta attraverso una stretta collaborazione tra produttori, gastronomia e visual merchandising!

Abbiamo un esempio concreto.
Impariamo, dunque, l’ arte senza metterla, questa volta, da parte!

Il futuro del turismo

6 maggio 2007

Litorale veneto, il breve tratto tra Eraclea e Caorle. Ci siete passati ultimamente? COSTRUISCONO! Il paesaggio è mutato radicalmente nell’ultima manciata d’anni: scomparsi i gelsi, il frumento, il mais e la soia, che non rendono più. La campagna del litorale viene lotizzata, venduta, cementificata. FANNO VILLINI PER LA STAGIONE BALNEARE! Colorati e un po’ mossi per confondere le idee a chi di qui a poco compra o affitta, ma appiccicati l’uno all’altro, inseriti come in una micro-città senza infrastrutture, senza strade di collegamento, senza buon gusto. E’ tutto un po’ caotico, slegato, bruttino… ma così sì che la campagna rende. E noi, da Paese contadino miriamo a diventare una superpotenza turistica.

Viste le recenti news finanziarie e le polemiche, vogliamo rendere pubbliche un paio di esperienze che abbiamo avuto con Telecom Italia per far capire in che stato si trovi l’azienda.

Telecom Italia

Caso 1
Gestiamo una struttura turistica ricettiva sul litorale veneto, struttura che ha il suo picco di attività tra luglio e settembre, in coincidenza con la stagione balneare. In maggio abbiamo sottoscritto un contratto Adsl Business (che assolutamente non vi consigliamo) per dare la possibilità ai nostri ospiti di poter utilizzare il WiFi. In giugno si verificano a intermittenza i primi problemi di connessione sulla linea, a luglio la connessione si interrompe del tutto. Dopo una valanga di telefonate e di interventi tecnici, la linea viene ripristinata due mesi più tardi, in settembre.
I nostri ospiti rimangono delusi per l’assenza della connessione WiFi (che dipende dall’Adsl) promessa, e alcuni di loro pretendono un risarcimento danni per tale motivo, avendo portato con sè il laptop senza averlo potuto utilizzare.

WiFi

Caso 2
In autunno 2006 chiediamo cortesemente alla Telecom di poter fare un trasloco di linee da un edificio a un altro della nostra proprietà (circa 250 metri) e contestualmente di intubare le linee stesse per evitare i continui disagi dovuti alla rottura delle linee aeree durante i temporali. Ci viene consigliato da un tecnico dell’azienda di fare noi stessi il lavoro di interramento dei cavidotti e di far intervenire Telecom solo per il trasloco delle linee e il passaggio dei cavi nei nuovi tubi corrugati.
Così facciamo e richiediamo l’intervento di Telecom per ultimare l’opera.
A oggi, 17 aprile 2007, dopo sei mesi si attesa e molte telefonate al numero aziende 191 (dove rispondono gentilissime ragazze assolutamente ignoranti che non fanno altro che leggere dallo schermo del loro computer il log delle date degli interventi e delle telefonate), il lavoro non è ancora stato fatto, nonostate due missive di Telecom che promettevano di ultimare tutto entro il 10 aprile.

Il numero 191 non funziona: non serve a nulla, non risolve i problemi, non aiuta e fa solo perdere tempo.
Noi siamo una azienda, e abbiamo bisogno di tempi certi e risposte certe, che sono le stesse cose che vogliono, a loro volta, i nostri clienti.
Paghiamo per un servizio.
Se il servizio non viene erogato, non vedo perchè dobbiamo pagare.

Esiste un problema di fondo in Telecom Italia: non ci sono responsabilità.
Chiamando il 191 non viene mai attribuito un nome del responsabile del procedimento o della pratica, si parla ogni volta con un operatore diverso e ogni operatore risponde in maniera diversa alle stesse domande. Questo non è ammissibile.
E’ una situazione kafkiana.

E se questa è la prima azienda di telecomunicazioni (= alta tecnologia) in Italia, allora siamo veramente messi male.

Vi lascio con questo breve video, che a mio avviso è molto più chiarificatore di tante parole.

Dove si applicano i criteri del visual merchandising?
Anche alle strutture ricettive, anche al turismo latamente inteso?

Con queste domande alcuni anni fa ci siamo addentrati nel marketing multisensoriale, per tentare di capire cosa c’è di vero e cosa invece è fasullo nel mondo del turismo.

Ci siamo accorti man mano che parlare di concetti astratti e generici è molto più semplice che definire in concreto oggetti fisici, obiettivi economici e organizzazione quotidiana del lavoro.

Oggi siamo occupati per esempio nella progettazione di un concept bar per un agriturismo immerso nel verde, e ci stiamo confrontando con un problema non da poco: la tecnologia che è ormai ubiqua e necessaria tende a diventare imperante e a fagocitare il resto. Così abbiamo optato per una filosofia sobria e soft.

Bar e visual

Ci siamo imposti di rendere la tecnologia trasparente, leggera e poco visibile, in modo da far emergere il resto, quello che a noi interessa: la funzione.
Il bar serve a fare qualcosa… e deve essere idoneo a svolgere tale funzione. Molto spesso invece il design tende a imporsi sulla funzione stessa.

Abbiamo cercato di raggiungere un buon compromesso alla luce della nostra stella polare: il visual merchandising.
Abbiamo cercato di nascondere il bar come struttura per fare emergere il bar come prodotti, come scelta, come esperienza da offrire agli ospiti.
Nessun cedimento ai gingilli illuminotecnici, solo qualche accorgimento per migliorare l’esperienza della scelta e della consumazione.
Nessuna concessione nemmeno al design “cool and chic” oggi tanto di moda.

E così abbiamo creato il nostro primo bar dell’esperienza.

Ovviamente tutte le scelte sono frutto di compromesso, per cui abbiamo dovuto rinunciare a un maggior impatto visual per motivi tecnici o tecnologici, abbiamo dovuto rinunciare ad alcune migliorie funzionali quando abbiamo ritenuto essere prioritari i valori del visual, abbiamo imposto la tecnologia dove l’importanza della funzione e del visual erano inferiori.

Ora ci chiediamo: come verrà accolto il nostro punto vendita dai suoi fruitori?
Tra poco lo sapremo.

A Venezia in giugno si svolgerà un evento musicale di importanza nazionale, l’Heineken Jammin’ Festival.

Heineken Jammin

Durata: 3 giorni
Location: parco di San Giuliano (Mestre, VE)
Presenze attese: 500.000
Età: dai 18 anni ai 35 anni

Domanda: come viene gestito un evento del genere a livello di marketing?
Perchè scegliere di fare un evento di questo tipo a Venezia?
Ovviamente Venezia richiama persone, molte persone, sicuramente di più che Imola, Grosseto o Sassari.

Ora, proviamo a cambiare focus, e dalla quantità di persone, passiamo alla qualità della manifestazione, e chiediamoci:
Cosa porta alla città di Venezia e al suo entroterra?
Genera un circolo virtuoso?
Quali ricadute ha sul breve, medio e lungo termine?

Senza voler dare giudizi di valore sull’evento in esame, penso che gli eventi giganteschi siano solo fini a se stessi.
E’ come uno stadio da 120.000 persone: vivo per 90 minuti il fine settimana e poi morto per il resto del tempo. Meglio uno stadio da 10.000 persone, vivo tutti i giorni con spazi sempre utilizzati, polifunzionali, studiati per ospitare continuamente eventi, mostre, spettacoli, feste, festival…
Una struttura al servizio della comunità, che diventa parte integrante del tessuto urbano, della società, entra a far parte della vita delle persone e le persone la sentono loro. Una struttura che vive e diventa un hub di comunicazione e ospitalità vivace e permanente.

Less is more.