L’Italia nei BIT

16 Marzo 2007

Si è chiusa a Milano la Bit, la fiera più importante del settore turismo in Italia.
Il nostro Paese continua a perdere posizioni nella classifica mondiale del turismo: come arrivi, come presenze, come qualità dell’offerta.
Difficile trovare un solo dato che tenga di fronte ai nostri concorrenti.
L’analisi fatta dal Sole24Ore è stata impietosa.
Quali i motivi di questa crisi?
Quali i rimedi?
Basta un portale a risollevare le sorti del Bel Paese?

Noi l’ abbiamo fatto, intendo noi collaboratori tutti insieme.
Poi alla fine, ne abbiamo dscusso davanti ad un aperitivo ringraziandoci a vicenda per l’esperienza formativa vissuta e da ripetere. Siamo andati a un seminario formativo il 9 marzo, intervento di due giornate che si è tenuto a Jesolo al Palazzo del Turismo.

Solo il titolo dell’intervento “La gestione del cliente al telefono” faceva ridere quella parte del mio ego tanto piena e sicura di sé (questa è stata poi, una volta in aula, subito messa al suo posto!). Io non ne ho bisogno. Io lo so già fare! Figuriamoci se ne vale la pena, perdere una giornata di lavoro così…

Se è questo che pensiamo ogni volta che si prospetta l’opportunità di un aggiornamento, di un corso, di un seminario che se non parla di “E-marketing” è una perdita di tempo , allora non abbiamo capito niente: prima di cambiare lavoro vi invito a rileggere questo post e poi una volta, almeno una volta, andateci a questi seminari di comunicazione-relazione-emozione che è poi la vera accoglienza turistica!

Abbiamo bisogno di innalzare la qualità della personalità di coloro che operano in questo settore! Basta essere gli ultimi della classe, basta arrivare dopo. Gli italiani hanno un enorme potenziale: la cultura, a partire da quella classica e umanistica, quella che ha a che fare con l’uomo e i suoi desideri, le sue ambizioni, il suo tempo libero, il suo tempo migliore: dobbiamo avere il coraggio di cercare le risposte che fanno bene al turismo

Nosce te ipsum!
‘…lontano il pensiero che qualsiasi godimento possa rendermi felice. C’è un godimento che non è concesso agli empi, ma a coloro che ti servono per puro amore, e il puro godimento sei tu stesso. E questa è la felicità,…, Chi crede ve ne sia un’altra, persegue un altro godimento, non il vero. Tuttavia da una certa immagine di godimento la loro volontà non si distoglie (10, 22, 32).’ (Agostino, Confessiones)